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Al via gli Stati generali della Cultura. L’Italia torni ad essere fabbrica di cultura

Il Partito Democratico terrà a Roma nelle giornate del 3 e 4 dicembre gli ‘Stati generali della Cultura’. Un’occasione importante di confronto e scambio con il mondo vasto della cultura italiana nelle sue molteplici figure.

di Matteo Orfini,  pubblicato il 24 ottobre 2011 , 2214 letture
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Il Partito Democratico è impegnato in queste settimane nella costruzione di una proposta di governo che metta il paese nelle condizioni di risollevarsi e di lasciarsi alle spalle la spirale del declino in cui il populismo demagogico e fallimentare delle destre lo ha precipitato in questi anni.

Vogliamo condividere con le forze vive della società un nuovo patto di inclusione e cittadinanza, che sappia ridare speranza e protagonismo a tante energie oggi disilluse e frustrate.

Abbiamo la convinzione che parte significativa di questo lavoro passi dalla capacità di riannodare i fili di una nuova alleanza per la cultura fondata sulla ricostruzione del nesso cultura- lavori-democrazia.

L’Italia deve tornare ad essere fabbrica di cultura. Per rafforzare la nostra identità nazionale, la nostra autorevolezza e riconoscibilità. Per fare emergere voci nuove e plurali. Per riattivare partecipazione, crescita economica, occupazione. Pensare insieme un vero progetto di riforma per la cultura italiana, che spazzi via la pericolosa retorica dell’attuale governo fondata sulla irricevibile equazione cultura/inutilità/inefficienza/spreco/privilegio.

Per affermare invece con forza che cultura significa innovazione per la crescita, e che questo settore dovrà essere centrale nella prossima agenda di governo.

Con questi obiettivi, il Partito Democratico terrà a Roma nelle giornate del 3 e 4 dicembre gli ‘Stati generali della Cultura’.
Sarà un’occasione importante di confronto e scambio con il mondo vasto della cultura italiana nelle sue molteplici figure.
L’appuntamento nazionale sarà preceduto dalle assemblee provinciali e regionali, che coinvolgeranno quanti nei territori, in tempi così duri di crisi e di tagli, fanno in modo concretamente che la cultura viva: rappresentanti di amministrazioni, associazionismo e forze sociali, istituzioni e personalità del settore.

I documenti preparatori e il calendario delle iniziative saranno consultabili su questa pagina.
Per ogni informazione, scrivete a cultura@partitodemocratico.it
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commenti

#1 Leonardo Dinipalazzochigi, 28/10/2011

oggi la cultura in italia è emarginata o estromessa domani deve essere al centro di una politica di ricostruzione

#2 claudio consonni, 28/10/2011

GIUSTISSIMO: "Pensare insieme un vero progetto di riforma per la cultura italiana, che spazzi via la pericolosa retorica dell’attuale governo fondata sulla irricevibile equazione cultura/inutilità/inefficienza/spreco/privilegio". A Monza ne abbiamo, purtroppo, diversi esempi uno peggio dell'altro: 1/3 http://www.reggiadimonza.it col sindaco, presidente del consorzio, che insulta in pubblico il suo sottoposto difeso però da qualche assessore nominato dal medesimo sindaco! 2/3 http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/519914/ Racconta del pluriennale degrado della storica Scuola civica "Paolo Borsa" che deve ritornare a far parte dell'Istituto d'Arte http://www.isamonza.it 3/3 ciliegina sulla torta del porcellum 19 minuto del video http://www.youtube.com/watch?v=17nSE7gbCns VERGOGNA NAZIONALE come ha giustamente fatto capire la "Lettera del Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio sul tema del decentramento delle sedi dei Ministeri sul territorio" http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=12092

#3 Giulio Massobrio, 15/11/2011

Lavorare per una cultura democratica che produca coesione sociale, interazione, partecipazione. Operare nel senso di una cultura che lavora nella comunità e con la comunità, di musei che sono luoghi di aggregazione e di crescita sociale e culturale, aperti sempre. Agire nel senso di una cultura delle eccellenze, della difesa e valorizzazione della straordinaria ricchezza del nostro patrimonio storico artistico, ambientale vero bene e, al tempo stesso, di una cultura che agisce nel sociale per un'Italia nuova e libera.

#4 Sergio Fucchi, 15/11/2011

La produzione culturale e la sua promozione non possono prescindere da un'efficace utilizzo di tutti i mezzi di comunicazione disponibili oggi. Occorre realizzare nuove sinergie per non rischiare che i "piccoli" eventi culturali delle nostre realtà più piccole non scompaiano definitvamente, impoverendo ulteriormente il tessuto sociale del paese.

#5 Martina palermo, 24/11/2011

A parer mio si è assistito maggiormente nell'utimo periodo ad una deleteria regressione culturale. La cultura è il punto di partenza e nello stesso tempo il mezzo più efficace per progredire e per conservare quei valori etici e morali che rappresentano davvero la ''culla della nostra società''.la cultura è la nostra più grande, ma troppo spesso si tende a dimenticarlo .

#6 Carmine Monaco, 29/11/2011

Complimenti a tutti per la qualità e il livello dei lavori preparatori romani di ieri, 28 novembre. È stato un importante passo in avanti e soprattutto mi ha dato la splendida sensazione che qualcosa torni a muoversi nella direzione giusta.

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