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Manovra. “Chiediamo crescita, equità e regole”

Bersani: "Noi responsabili, da Berlusconi non c'è comprensione di quanto accade". Il PD con UDC e IDV ha presentato pochissimi emendamenti. Dopo un passaggio alla Camera chiederemo che il Governo vada via

pubblicato il 12 luglio 2011 , 2653 letture
Aula parlamento
“Stiamo vivendo un momento difficile ma nessuno può smarrire l'idea che l'Italia ce la può fare a superare la crisi. Detto questo ribadiamo però che questa manovra è insoddisfacente e non la voteremo”. Così la presidente dei senatori del PD, Anna Finocchiaro ha introdotto la conferenza stampa dei democratici sulla manovra finanziaria che ha cominciato il suo iter a Palazzo Madama.



“Intanto mancano 15 miliardi. È necessario che il governo presenti un disegno di legge di delega fiscale che dia regole di contabilità. Oggi durante la riunione dei capigruppo in Senato chiederemo di approvare la manovra nel più breve tempo possibile, senza rinunciare a tre punti chiave: crescita, equità e regole.

Chiediamo che ci siano delle norme ad aiutare donne e giovani oggi marginalizzati nell'occupazione e nel reddito. Sul versante della crescita torniamo su due questioni: debiti delle pubbliche amministrazioni e patto di stabilita dei comuni”.

“Nella latitanza del presidente del Consiglio - ha concluso la Finocchiaro - il PD si sta assumendo una responsabilità seria. Con Udc e Idv abbiamo preparato pochissimi emendamenti. Dopo un passaggio alla Camera chiederemo che il Governo vada via. Questo Paese sta pagando drammaticamente l'incapacità di Berlusconi".

Anche il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani, oggi a Il Cairo nell'ambito della missione in Medio Oriente, si è mostrato allarmato rispetto alla crisi finanziaria che sta coinvolgendo più da vicino il nostro Paese. Bersani ha chiamato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ringraziandolo per il ruolo che sta svolgendo 'in questo momento non facile per l'Italia' e gli ha garantito il senso di responsabilità del Pd e dell'opposizione nell'assicurare tempi rapidi per l'approvazione della manovra, riaffermando però la contrarietà di merito che si tradurrà in un voto contrario in Parlamento.

Lo stesso concetto è stato ribadito per telefono dal segretario democratico al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Bersani e Letta hanno convenuto di rimanere in contatto nelle prossime ore per seguire gli sviluppi della situazione economica e dei mercati “avendo chiaro - ha sostenuto Bersani - che ogni azione del Pd è volta al bene dell'Italia”.

"Noi per l'Italia facciamo la nostra parte, siamo fiduciosi, ma non credo che Berlusconi sia un elemento di fiducia né per l'Italia né per il contesto internazionale", ha detto alla stampa il Segretario del Pd parlando della crisi speculativa che sta colpendo l'Italia. "Berlusconi – ha aggiunto Bersani - ha continuato a dire che il governo è coeso e forte: noi mostriamo la responsabilità ma queste dichiarazioni mostrano, per usare un eufemismo, una non comprensione di quanto sta succedendo. In questa situazione il Paese si aspetta un messaggio ben più forte piuttosto che un messaggio sempre più traballante per rinverdire vecchie glorie".

“Aderiamo convinti all'appello lanciato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ci assumiamo le nostre responsabilità di collaborare alla manovra finanziaria per il bene dell'Italia”. Così Enrico Letta, vicesegretario del PD, che ha aggiunto: “Diamo il nostro contributo di serietà nel periodo più brutto dell'Italia negli ultimi 19 anni”.

“Ci auguriamo – ha continuato Letta – che il governo recepisca il nostro messaggio. Noi ci confronteremo con la maggioranza solo nelle sedi istituzionali, quindi in Senato a partire da oggi".

Alla situazione dell'Italia sui mercati "riteniamo debba essere data una risposta a livello europeo e a livello nazionale. Pensando di dare un contributo di serietà, noi proporremo al Governo poche ma significative modifiche alla manovra, che così come è non funziona. In particolare saranno proposte modifiche all'aumento dell'imposta di bollo sui conti titoli, alle norme sulle pensioni, sul patto di stabilità per gli enti locali, gli ammortamenti delle concessioni, la sanità e le liberalizzazioni, con lo scorporo di Snam Rete Gas da Eni”.



"E' necessario arrivare a un vero e proprio divieto delle vendite allo scoperto". Questo sarebbe un "intervento forte" per evitare le speculazioni sui mercati finanziari sui debiti dei Paesi.

Sono proposte, ha aggiunto Letta, che "ci auguriamo che il Governo recepisca, perché questa manovra deve vedere gesti responsabili delle opposizioni, ma anche la maggioranza deve fare la sua parte nel togliere tutto ciò che non è nell'interesse del Paese. Così come togliere tutto ciò che è interesse di parte come ad esempio le norme sulle quote latte".

Sul fronte delle pensioni "bisognerebbe togliere tutte le norme e prima intervenire su quelle dei parlamentari. Non è una questione di negoziato né di condizioni che poniamo al Governo, noi poniamo questi temi, poi sarà il Governo a dover decidere e a prendersi le responsabilità. Noi siamo convinti che l'Italia possa superare le difficoltà”.

“Il governo faccia un passo avanti e dimostri di saper accogliere le proposte dell’opposizione sugli strumenti utili a contrastare le speculazioni sui mercati" è l'esortazione del coordinatore delle Commissioni Economiche del Gruppo del Pd alla Camera, Francesco Boccia.
"Le richieste sono chiare: promuovere nelle sedi europee il blocco delle vendite di titoli allo scoperto in tutta l’Eurozona; la centralizzazione degli scambi e la standardizzazione dei contratti negoziati nei mercati. Stessa azione proponiamo per l’adozione di una tassa sulle transazioni finanziarie come forma di difesa dagli attacchi speculativi. Perchè per rafforzare l’azione di difesa del nostro Paese - ha spiegato Boccia - l’iniziativa su questi temi è fondamentale. Sull’esame in tempi rapidi della manovra, nonostante la nostra contrarietà sui contenuti, abbiamo dato un’ulteriore prova del nostro senso di responsabilità. Ora tocca al governo e alla maggioranza dare risposte”.

*****

Le opposizioni chiedono di rivedere la stretta sulla rivalutazione delle pensioni tra tre e cinque volte il minimo Inps, l'aumento fino a 380 euro del bollo sui conti titoli e il tetto all'1% per l'ammortamento dei beni in concessione. Ulteriori proposte prevedono lo scorporo da Eni di Snam rete gas e l'armonizzazione immediata al 20% del prelievo sulle rendite finanziarie, esclusi i titoli di Stato.

A.Dra
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commenti

#1 kino barbucicci, 12/7/2011

parole parole parole... ma le proposte dove sono? Forse mi sono distratto un attimo durante la lettura ma non mi pare di averne viste... speriamo bene.

#2 massimo brunetti, 12/7/2011

Apprendo dal Sole24Ore di ieri che nella “manovra” sarà adottato il provvedimento di dimezzare gli stipendi dei parlamentari per contenere i costi della politica e rimuovere quei privilegi di “casta”, ritenuti giustamente improponibili “quando per salvare i conti pubblici si bloccano gli stipendi dei dipendenti pubblici, si rivedono le pensioni e si super-tassano i risparmi”. Una proposta giusta che salutiamo con favore, ritenendo doveroso da parte chi ha maggiori privilegi dare l’esempio specie quando si chiedono sacrifici, e che sacrifici, a quella parte della popolazione che con difficoltà arriva a fine mese. Per queste stesse ragioni ci aspettiamo dal Parlamento, visto l’atteggiamento da “Ponzio Pilato” assunto dal Governo con la “manovra”, dei provvedimenti che rimuovano gli antichi privilegi di cui godono ancora oggi le “caste professionali”. Come nel caso dei farmacisti, dove ritengo sia urgente rimuovere un privilegio corporativo che risale ad un periodo storico del nostro Paese, il ventennio fascista, nel quale la “domanda” di farmaci sul territorio, il grado di scolarizzazione e il rapporto tra cittadino/consumatore e servizi pubblici, certamente non erano quelli dell’Italia, moderna e secolarizzata, nella quale viviamo. Nel leggere il testo della manovra, intento a cercare gli articoli riguardanti le liberalizzazioni, ho potuto constatare che delle 117 pagine e 40 articoli, alle liberalizzazioni sono state dedicate 4 pagine e 2 articoli, nulla sul tema delle professioni. Tuttavia quello che più stupisce è che l’unico settore su cui interviene la manovra, a parte gli esercizi commerciali delle città d’arte che potranno aprire durante le feste, è quello dei distributori stradali (art. 28) sul quale si prevede di “incrementare la concorrenzialità, l’efficienza del mercato e la qualità dei servizi nel settore degli impianti di distribuzione dei carburanti” attraverso la razionalizzazione della rete di distribuzione (chiusura dei piccoli distributori a favore dei grandi impianti) e la vendita di “alimenti, bevande e pastigliaggi”. Con la “razionalizzazione” della rete distributiva di carburanti si tende a sostituire i piccoli impianti oramai obsoleti, sia in termini di volumi di vendita che di apparecchiature installate, in favore d’impianti moderni e più grandi dove con l’aumento dei volumi di vendita e la diversificazione dell’offerta dovrebbe beneficiarne la concorrenza, senza determinare per questo, un aumento dei livelli occupazionali e riteniamo con scarsi effetti sugli investimenti. E tuttavia mi chiedo, ma il prezzo dei carburanti non è già oggi libero? Che forse ciascuno di noi già oggi non sceglie il distributore anche per i prezzi praticati? Non c’è che dire un bel programma di liberalizzazioni, specie se dall’altra parte il Governo aumenta le accise sui carburanti (oggi la benzina ha raggiunto e superato quota 1, 6 €/lt). A riguardo è opportuno precisare che nei 25.000 distributori di carburante il prezzo del carburante è determinato per il 54% dalle imposte (accise +IVA), il 35 % è dovuto ai costi di produzione, mentre il restante 11% copre i costi di distribuzione intermedia(tra 4,5% e 6%) e dell’esercente l’impianto di distribuzione (tra 6,5% e 5%). Dunque la manovra interviene con la “liberalizzazione?” solo sul quel misero 11% (ci chiediamo di quanto può diminuire ulteriormente il prezzo per effetto di questo provvedimento), senza intervenire ad esempio sulla tassazione che è la parte preponderante del costo alla pompa e per il quale il Governo ha competenza specifica essendone il “titolare”. Senza tener conto che l’aumento dei costi dei carburanti ha una incidenza diretta sull’inflazione reale, non è un caso che l’ultima rilevazione della inflazione (mese di giungo +2,7% anno) è stata determinata in prevalenza dal costo dei trasporti delle merci. Una composizione del prezzo, quello dei carburanti, molto diversa da quella dei farmaci, in particolare i farmaci di fascia C con obbligo di prescrizione medica, per i quali si chiede da tempo la liberalizzazione. Fatto 100 il costo del farmaco di fascia C con obbligo di prescrizione medica, la percentuale che oggi rimane in tasca alla farmacia oscilla tra il 30% e il 40% (a volte anche oltre come ben sanno i titolari di farmacia) a seconda che il fornitore sia il distributore intermedio piuttosto che il produttore. Come si vede una percentuale rilevante rimane in tasca della farmacia e quel che più conta senza doversi preoccupare di concorrere con alcuno. Nei fatti la farmacia per effetto della “pianta organica delle farmacie” ha il monopolio su un territorio, ben perimetrato, di appartenenza, nel quale per legge non può essere ubicata un’altra farmacia; ma quel che più conta è che il prezzo di questi farmaci, determinato all’origine dai produttori, è controllato e monitorato dall’AIFA. Un prezzo quello dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta medica, fisso su tutto il territorio nazionale, pertanto retoricamente ci chiediamo: ma quale concorrenza si può esercitare in assenza di concorrenti, su prodotti che hanno il prezzo fisso. Per queste ragioni auspichiamo la liberalizzazione dei farmaci di fascia C con obbligo di prescrizione medica coniugata alla rimozione del prezzo fisso, nell’interesse della professione di farmacista e soprattutto nell’interesse dei cittadini per le ricadute che avrebbe su occupazione, investimenti e risparmi.

#3 FRANCO MIGLIANTI, 12/7/2011

Leggo che ci apprestiamo a dare ossigeno a questo governo che in questi anni ha sperperato e sgovernato, fatto salvo leggi ad personam Non ci dimentichiamo mai che questo governo a sperperato oltre tre miliardi di euro di denaro pubblico per regalare ALITALIA. Comunque condivido che l'interesse genarale supera quello particolare. Allora, nel merito: anzichè i ticket sulla sanità, ripristinare l'ici sulla abitazione principale alle condizioni preesistenti, come dal Governo Prodi. Per TRE anni vale circa 6 miliardi di euro. si tratta di far pagare una parte di imposta a chi immobili con base imponibile sopra la media. Sulle pensioni si è detto molto e condivido che una cosa è ridurre o bloccare la perequazione su pensioni superiori a 2/2500 euro, un'altra è farlo a chi ha l'esigenza di viverci. Teniamo conto che molti pensionati devono sostenere sulle loro spalle anche la crisi che colpisce i loro figli ed aiutarli a sopravvivere. Questo governo, che declama la lotta all'evasione ad ogni occasione, ha messo i comuni nella condizione di non poter più riscuotere i crediti derivanti dalla lotta all'evasione (leggi art. 7 - decreto sviluppo), allora, pretendiamo di ripristinare le norme abrogate, oppure nei prossimi due mesi avremo altri 4/5 mila disoccupati delle aziende concessionarie private che riscuotevano per gli EELL. Pretendiamo veramente che si facciano le liberalizzazioni sempre annunciate e mai realizzate. Per ultimo, l'entrata in vigore delle norme sul federalismo per gli enti locali dovrebbero essere posticipate, pretendendo una verifica attenta sui costi che scaricheranno sui cittadini, in termini di maggiore pressione fiscale Franco Miglianti

#4 bruno valentini, 12/7/2011

Mi raccomando, chiedeteglielo "per piacere" di andar via.

#5 Federico Bevilacqua, 12/7/2011

questo è un paese strano, non si riesce (soprattutto in momenti come questo) far pagare di più a chi ha di più . Si colpiscono pensioni, dipendenti pubblici, lavoratori, consumatori , ma facciamola finita ?? Vanno colpiti i parlamentari, coloro che hanno redditi alti, chi ha barche e beni di lusso, grandi macchine, doppie case, chi fa vacanze, chi ha alte rendite finanziarie e chi si può permettere di vivere bene anche pagando qualche cosa di più !! E' un paese pieno di ingiustizie.. e le colpe non sono tutte di Berlusconi !! Quali sono le nostre proposte ? un po' fiacche !! solo tante chiacchiere !! ci stiamo stancando di questa politica (di destra e di sinistra) . Che dire dei padri separati che nessuno tutela e che sono i nuovi poveri ? a loro nessuno pensa !! Vorrei una sinistra più vicino alla gente a noi che le tasse le dobbiamo pagare per tutti !! Coraggio , idee a favore della gente, della classe medio bassa .

#6 Susanna Pozzoni, 12/7/2011

Prima di aiutare il governo in questo momento (se fosse toccato a Prodi il centro destra si sarebbe comportato come Nea Demokratia in Grecia sulla manovra di Papandreu...) credo si debba essere sicuri che lasci il campo... Poi: ma non ci è stato sempre detto che i conti erano in ordine, che non rischiavamo niente, che tutto andava bene, che eravamo in una botte di ferro? Ora si chiede unità e coesione, ma non vorrei che fosse sempre a senso unico. Poi, nelle scatole vuote della manovra, non pensate anche voi che potremmo trovare delle pessime sorprese? e' assolutamente necessario vigilare, vigilare ed ancora vigilare...!!

#7 antonio landro, 12/7/2011

Avete preso in considerazione di fermare lo sfascio che anche questa manovra porterà alla scuola? Non accettate passivamente i tagli si arriverà al caos e alla distruzione della scuola pubblica. Ci tagliano le classi, un preside governa più scuole, non si potranno nominare vicepresidi dispensati dall'insegnameto... fate qualcosa!!!!Leggete prego: http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/locale/reggenze-e-tripli-incarichi-le-1-600-scuole-senza-preside.flc

#8 Enrico Sartore, 12/7/2011

crescita, equità e regole ... e quindi di concreto cosa volete proporre? voglio sapere di concreto cosa si propone. Un esempio sarebbe una riduzione immediata dei costi della politica, un altro esempio l'eliminazione delle provincie dividendo gli attuali compiti ai comuni e regioni, ecc. rimango in attesa di una vostra concreta ed immediata proposta.

#9 natan uncas, 13/7/2011

Carto che voi del PD siete INCREDIBILI! A mio avviso più che responsabili avete a cuore le vostre poltrone a tutti i livelli (Senato, Camera, Regioni, PROVINCIE soprattutto le PRVINCE ehhh).

#10 Daniele B., 13/7/2011

sono amareggiato come elettore del PD che si dia appoggio ad una manovra ridicola. Guardando al mio settore di lavoro, la riscossione tributi. E' stato approvato lo scippo ad equitalia della riscossione per affidarlo ai comuni che non solo non sono attrezzati, ma per divieti vari non possono neanche riscuotere. Contenimento dei costi o sperpero delle entrate? Si parla di lotta all'evasione e poi si opera per rendere questa cosa sempre più lontana, col benestare del centro sinistra. E' una situazione molto spiacevole. Senza contare di chi perderà il posto di lavoro oltre la professionalità acquisita negli anni. E poi finitela di sfoggiare audi A8 e vestiti di sartoria pregiata. Vedere i servizi su voi politici, sembra di vedere un raduno di alta moda. le cravatte di Fini, le auto di Berlusconi. E poi si parla di contenimento dei costi. Vergogna!

#11 margherita cuneo, 13/7/2011

Insomma,qui bisogna pigiare sull'accelleratore:la manovre finanziaria non va suddivisa morbida morbida in quattro anni,e soprattutto bisogna cominciare DA SUBITO a ridurre gli schifosi privilegi dei politici tutti, e gli scandalosi stipendi e pensioni.Mi stupisce solo fino ad un certo punto che pure il PD su questi aspetti non si batta certo come un leone. Vergogna.

#12 angelo d'anna, 14/7/2011

Caro PD, a me pare dalla lettura dei commenti su questo ed altri siti,che i cittadini vogliono innanzitutto essere certi che si riducano i costi della politica. Allora perchè non inserire in questa manovra l'obbligo dal 2013(prossime politiche)della riduzione dei parlamentari e della istituzione del senato delle regioni?non sarebbe un doppio risparmio di tempi della produzione legislativa e di denaro? Inoltre stabilire già ora un calendario per il riordino dell'ordinamento statale:regioni,province -città metropolitane,accorpamento di comuni? E ancora:eleminazione degli enti inutili,accorpamento di elezioni amministrative e politiche eliminando la permanenza di perenni campagne elettorali? Accorpamento di alcuni ministeri:comunicazioni e trasporti,lavoro ed attività produttive,ministero degli esteri e commercio con l'estero; obbligo entro l'anno della definizione dei costi standard nella sanità. Fatti i conti della serva con i risparmi derivanti,g

#13 angelo d'anna, 14/7/2011

continua.. fatti i conti della serva,con i risparmi derivanti,già nel 2014 si potrebbero ottenere ca. 15 miliardi. Cosa ne pensi caro PD, si può fare?

#14 Francesco Grillo, 14/7/2011

Crescita??? Niente Farmaci di fascia C alle parafarmacie. Niente liberalizzazioni degli ordini. Ma di quale crescita stiamo parlando? Quella di votare una manovra per non vedersi sparire i soldi investiti in Bot ? Ovviamente i soldi dei ricchi tra i quali tutti i politici. Che bella figura che state facendo davanti alla gente. Dovevate impuntarvi, o liberalizzazioni o niente approvazione della manovra, del resto gli 80 avvocati e notai erano già disposti a non votare, meglio perdere i bot che la rendita vitalizia della lobby. Vergognatevi tutti, mentre io pago le tasse e non posso lavorare.

#15 Paola Romano Di Peppe, 14/7/2011

Vergogna a tutti VERGOGNA ancora una volta i pochi imperano su tutti,crescono solo gli orti delle lobby ,delle caste, VERGOGNA

#16 elisa serafini, 14/7/2011

cari deputati del pd, a fare tante belle chiacchiere e proposte siamo tutti capaci, sicuramente non quanto voi che da anni promettete di cambiare le regole del mercato con liberalizzazioni di cui vi riempite la bocca, poi appena la maggioranza si mette di travenso ve ne state zitti zitti buoni buoni per non pestare i piedi ai tanti 'professionisti' che occupano le sedie del parlamento, vedi notai, avvocati e farmacisti. Mi sarei aspettato, dopo la presa di posizione dei professionisti del pdl che hanno minacciato di far saltare la manovra in caso di dispiaceri alle lobbies che difendono, un pò più di serietà da parte vostra, invece, come al solito, le posizioni trasversali di quelli che difendono le corporazioni hanno avuto il sopravvento. Come farmacista libero che ha aperto una parafarmacia, non ho mai sentito cosi vicino come questa volta la tanto declamata liberalizzazione della fascia c, ma evidentemente i tempi non sono ancora maturi perchè la politica si prenda la responsabilità di dare un calcio nel culo a questa gente, ma del resto come avvenne già nel 2007, l'allora ministro della salute Livia Turco, del pd, bloccò con tutte le sue forze la liberalizzazione di cui scrivevo prima. Quindi un bell'esamino di coscienza sarebbe il minimo da parte vostra

#17 emanuela intini, 14/7/2011

Spero che blocchiate lo scempio che sta affossando definitivamente le famiglie italiane! Ma perchè dobbiamo continuare a pagare solo noi? Addirittura adesso anche le famiglie con figli a carico! Ma state dando di testa? Tagliatevi i privilegi, gli stipendi adesso non tra dieci anni!!!!!!!!! Come adesso ci state tagliando i viveri. Tagliatevi adesso i privilegi se avete il coraggio e il senso vero di stato! Perchè paghiamo sempre e solo noi!!!! Ma voi dove siete? Siete seduti nei banchi dell'opposizione, vi abbiamo votato, fate qualcosa, basta con gli inciuci a nostro danno! Provvedete a risolvere il problema lasciando finalmente e per una volta in pace le ormai strapovere famiglie "con figli a carico" italiane!!!!!!!! Fate vedere che ci siete e siete dalla nostra parte altrimenti dove pensate di arrivare?

#18 Emilio Santa Maria, 14/7/2011

fate opposizione e mandate a casa quasto governo scandaloso. La scusa dei mercati non regge; i mercati hanno sfiduciato questo governo di arruffoni e ladroni e questa manovra che colpisce i ceti mediobassi affossando ogni possibilità di sviluppo e voi ora ne siete corresponsabili!!!!

#19 marco marco, 14/7/2011

per l'ennesima volta difendete le lobbi e le corporazione , per l'ennesima volta scegliete il bene dei pochi a danno dei più, berlusconi almeno ha piu onesta intellettuale e fa le cose per se stesso. Vi dico solo che mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di avervi sempre votato e faro il possibile per fare im modo che mio figlio se ne vada per sempre da questo paese.

#20 claudio carlino, 14/7/2011

le vostre sono tutte "balle": SIETE COMPLICI! Guardate che bella manovra si va a varare. E voi cosa avete fatto? Il mio voto ve lo scordate!

#21 alessandro mazzacca, 14/7/2011

Sono bastati 20 senatori del PDL (Titolari di farmacia e avvocati) per affossare l'emendamento. Non che ne avessimo dei dubbi. Ma quando vi siete incontrati con Tremonti cosa vi siete detti? Con nessun emendamento approvato vi hanno preso bene bene in giro. Vergognatevi. Avete avallato la Manovra con la scusa di essere responsabili verso ill Paese, per la caduta dei mercati. Invece dovevate mettervi di traverso come hanno fatto i 20 del PDL e obbligare il governo ad inserire l'emendamento pro-liberalizzazioni nella Manovra. Siete semplicemente ridicoli. UN grazie sentito da noi "parafarmacisti" illusi 5 anni fa da Bersani, traditi da tutti voi incapaci di sostenerci e di sostenere il Paese ONESTO che LAVORA VERGOGNATEVI !!!

#22 alessandro mazzacca, 14/7/2011

Mettetevi una mano sulla coscienza. Chi ci aiuterà quando falliremo? Chi ce li ridà i nostri soldi investiti nel lavoro in cui credevamo? Tassatevi tutti deputati e senatori PD, fate un fondo pro-parafarmacie, metteteci dentro le vostre diarie, i vostri stipendi da parlamentari e i vostri vitalizi. Quando perderemo tutto non avremo neanche gli ammortizzatori sociali. NOn avete agito nel'interesse del Paese, ma vi siete fatti prendere per il sedere da Berlusconi e i suoi 4 scagnozzi. VERGOGNATEVI!

#23 agata la spina, 14/7/2011

a dir poco scandaloso!il pd e' rimasto a guardare.......lo scempio fatto all'emendamento che riguardava la fascia c.forse complici anche voi?

#24 marco marco, 14/7/2011

Bersani liberista fa passerella alla Bocconi Qualche ora prima che si diffonda la notizia dell'ultimo comma salva Fininvest nella contesa con Carlo De Benedetti, Pierluigi Bersani incontra proprio l'Ingegnere. I due sono seduti in prima fila in un'aula dell'università Bocconi, padrone di casa l'editore di Repubblica. Si presentano due ricerche della fondazione Rodolfo De Benedetti sulle «dinastie professionali». Il segretario del Pd è invece un ospite soddisfatto perché dagli studi dei professori Michele Pellizzari della Bocconi e Giovanni Pica dell'università di Salerno viene fuori che le sue famose liberalizzazioni, le «lenzuolate» di quando era ministro dello sviluppo economico di Prodi, hanno avuto un effetto positivo sulla concorrenza. Si parla soprattutto di avvocati, doveva esserci il ministro della giustizia Alfano ma all'ultimo minuto ha deciso di rimandare il primo incontro pubblico da segretario del Pdl con l'avversario Bersani, e ha chiesto al sottosegretario all'economia Luigi Casero, milanese (e bocconiano) di sostituirlo. Meglio per lui: quando si parla di liberalizzazioni Bersani scivola sul sicuro, in Bocconi trova un tappeto rosso e riceve attestati di fiducia anche da Mario Monti, presidente dell'università. L'ex commissario europeo chiarisce che si tratta di un apprezzamento strettamente personale, «Bersani le liberalizzazioni le ha fatte, ma la sua è una figura eccentrica rispetto alla sinistra», il segretario Pd rivendica invece una tradizione di auto organizzazione: «Al mio paese i socialisti li prendevano all'Enel, i democristiani all'Agip e i comunisti doveva arrangiarsi da soli». Coordinato dall'economista della voce.info Tito Boeri, è stato dunque un dibattito in salita per il rappresentante del governo. Spiazzato da Tremonti che aveva prima inserito nella manovra un'abolizione tout court di molti ordini professionali, per poi ritirarla e rimandarla a un altro provvedimento. Dunque il sottosegretario non è potuto andare al di là di qualche generica promessa, ma è parso di capire che le (eventuali) norme di riforma delle professioni non saranno collegate alla manovra. Bersani invece ha ascoltato l'esposizione delle ricerche con la faccia di chi guarda il suo film preferito. Il professor Pellizzari ha messo a fuoco il peso delle caste professionali, senza negare che il mestiere a più alto tasso di familismo è proprio quello dei docenti universitari, seguiti da medici, avvocati, farmacisti e giornalisti. E non si tratta di un problema di stile: lo studio dimostra l'impatto negativo del familismo sulla qualità dei servizi professionali e a proposito dei commercialisti trova un legame diretto nelle provincia italiane tra le carriere protette dalle parentele e l'evasione fiscale. Quanto agli avvocati, il professor Pica ha evidenziato come non sia certo l'esame di ammissione all'ordine la barriera all'ingresso nella professione forense, quanto piuttosto la possibilità di partire con le relazioni giuste e un bacino di clienti sufficiente. In altre parole un parente avvocato pesa più delle qualità professionali, almeno all'inizio. Una volta entrati nella «casta» dell'ordine, poi, il problema è restarci e i dati dimostrano come fino al 2006 erano gli avvocati più capaci, cioè quelli che riuscivano a guadagnare di più dalle loro prestazioni professionali, a lasciare il mestiere. Da quell'anno, invece, cioè dal momento in cui è entrata in vigore la liberalizzazione di Bersani che ha abolito i minimi tariffari e il divieto di pubblicità per gli avvocati, il flusso in uscita è cambiato e ora lascia la professione soprattutto chi guadagna di meno. Bersani così ha incassato la prova che la sua riforma funziona - almeno secondo lo studio effettuato sugli albi della regione Veneto - e ha ricambiato garantendo altre lenzuolate sol che gli riesca di tornare al governo. De Benedetti invece ha evitato le domande sulle centinaia di milioni di risarcimento che aspetta da Fininvest per Mondadori. Soldi messi a rischio da un comma che di certo si deve all'inventiva di un noto avvocato, veneto e con le carte in regola quanto a familismo: Niccolò Ghedini figlio dell'avvocato Giuseppe e fratello delle avvocate Ippolita e Nicoletta. Questo è quello che diceva bersani alla bocconi bravo . vergogna vergogna vergogna vergogna vergogna

#25 Susanna Pozzoni, 14/7/2011

A me pare che essere responsabili e poi beccarsi di ritorno una fiducia, non sia stata una grande idea. La manovra è sempre peggio, Berlusconi a casa non andrà e voi avete fatto quella che, in trentino, si chiama una figura del calotta... E adesso? In nome dei mercati non si potrà neppure dire che la manovra fa schifo? Perché serve la coesione? Ma per piacere... Ridateci Prodi e lasciatelo anche lavorare, perché lui, la manovra, l'avrebbe fatta seria, graduata, senza pesare troppo sui contribuenti. Io voto PD ma questa volta non ho proprio capito: per quale motivo avete lavorato... per il re di Prussia!? Mi sa che dovrete spiegarlo a più di un elettore...

#26 nadia rossi, 14/7/2011

responsabili voi?si di far passare una manovra che chiede sacrifici a tutti tranne che a voi stessi! ma almeno non state a sproloquiare.. pero' io al vostro posto comincerei a preoccuparmi , perche' se le cose andranno male davvero non ci sara' guardia del corpo che tenga, vi converra' emigrare alla svelta...insieme al vostro amico Berlusconi

#27 Massimo Scalacci, 15/7/2011

Mi dispiace cari compagni,ma non condivido assolutamente la posizione assunta su tale decreto.Dove sono le migliorie per i ceti medio bassi,sul nuovo decreto?? A me sembra che,complessivamente, vi siano dei peggioramenti.E' giusto che si fossero assunte serie posizioni per salvare l'economia dell'Italia, ma che questo si faccia sempre a scapito dei ceti medio bassi non è comprensibile. Noi,per evitare il nostro ostruzionismo e il passaggio veloce del decreto come richiesto da Napolitano, avremmo dovuto pretendere modifiche forti chiedendo che altri pagassero la crisi. E invece continuano a pagare i soliti pensionati e lavoratori aggravando ulteriormente il loro potere d'acquisto. No, non ci stò e non mi è sufficiente che il partito abbia sostenuto tale posizione come atto di responsabilità verso il paese. Se c'era interesse a salvare il paese, ben altre dovevano essere le proposte e solo a condizioni di una proposta costruita complessivamente tra governo e opposizioni si sarebbe giustificata la nostra posizione. Cosi invece???? Gli altri hanno costruito le proposte e noi pur non condividendole le facciamo passare- Credo che con tali atteggiamenti non andiamo molto lontani e quello che più dispiace è che una parte di soldi che perderemo,con il decreto, saremo costretti a recuperarli anche dalla diminuizione dell'iscrizione al Partito.

#28 marco marco, 15/7/2011

Il Financial Times: in un mondo ideale Berlusconi se ne andrebbe Il quotidiano economico auspica un governo guidato da tecnici: all'Italia non basta l'austerità, servono le riforme Roma, 15 lug. (TMNews) - Non basta la manovra di austerità del ministro Giulio Tremonti per salvare l'Italia dalla crisi, scrive oggi il Financial Times in un'editoriale dal titolo "Tutelare la credibilità fiscale dell'Italia". La manovra "è lungi dalla perfezione" anche perchè una bella fetta è destinata all'applicazione nella prossima legislatura. Tuttavia deve essere approvata il prima possibile. Ma poi "per convincere i mercati che è credibile, l'Italia ha bisogno di qualcosa di più dell'austerità. Roma deve mandare un chiaro messaggio di intenti - sottolinea il quotidiano finanziario - in un mondo ideale questo significherebbe la rimozione del premier Silvio Berlusconi e la nascita di un governo di larga maggioranza guidato da tecnici". Tuttavia, continua il Ft, dal momento che l'uscita di scena di Berlusconi appare remota, i leader politici italiani (che non sarebbero "capaci di orchestrarla") devono trovare altri modi per dimostrare la loro determinazione: "L'approccio migliore sarebbe quello di accompagnare la manovra di austerità di Tremonti con un programma di riforme strutturali radicali, volte a incrementare il tasso di crescita a lungo termine del Paese". Il quotidiano della City indica quindi nella liberalizzazione delle professioni, nella riforma del mercato del lavoro e nello snellimento della burocrazia le riforme più urgenti per il Paese. "E' una vergogna che gli sforzi di Berlusconi in questa direzione siano stati quasi interamente rivolti a tutelare i suoi complicati interessi", ammonisce il quotidiano, che bacchetta anche il tentativo del premier di inserire nella manovra di Tremonti una misura per rinviare il pagamento della multa alla Cir: "La sua volontà di mettere a rischio la credibilità del suo Paese per difendere il suo patrimonio personale è spregevole". In questo momento, riprende il Ft, "il Parlamento deve approvare senza indugi la manovra di Tremonti", ma "se l'Italia vuole ripristinare la fiducia dei mercati, le riforme sono indispensabili". filippo ristagno giannicola palmieri

#29 alcide grassi, 15/7/2011

Se per salvare l'italia e tutti i privilegi e furti legalizzati dei politici devono affondare i poveri cristi meglio che affondino i politici, e tutto ciò che ne consegue.Ormai la gente comune è come un barile di polvere da sparo con la miccia innescata basta solo che qualcuno l'accenda.In questi ultimi giorni i nostri "poco" onorevoli deputati e senatori hanno finalmente mostrato la faccia che nascondevano cioè di vigliacchi e opportunisti, "avvocati e responsabili".Personalmente e non solo penso che l'unico modo per cambiare le cose sia quello di una bella e sana rivoluzione tipo quella francese con assalto alla Bastiglia.Attenzione con la scusa di salvare l'Italia non fatevi coinvolgere in complicità con questo governo di farabutti.Ultimi dati dicono che i poveri in canna sono tre milioni i prossimi a diventarlo sono 8-10 milioni.Tutti questi sono molti di più di quelli che hanno scatenato la rivoluzione francese.

#30 franco tucchini, 15/7/2011

Sono iscritto al PD dalla sua nascita ma siamo rimasti veramente male dal fatto che il PD non abbia ostacolato una manovra del genere dato che colpisce i dipendenti e i pensionati per non parlare dei disoccupati o dei precari ci colpisce in una maniera veramente vergognosa facendo fare sacrifici solo a noi senza colpire ne la casta politica nè chi veramente dovrebbe essere colpito cioè chi evade le tasse ,i grandi patrimoni o chi ha stipendi d'oro o pensioni d'oro ma colpisce solo e esclusivamente chi guadagna dalle 600 euro ai 1500 euri e ha da campare figli disoccupati o anziani in case di riposo è UNA VERGOGNA CHE UN PARTITO CHE DICE DI STARE DALLA PARTE DEI PIù DEBOLI IN REALTà CONTRIBUISCA A COLPIRLI ANCORA DI PIù ED è CONPLICE DI QUESTA MANOVRA PERCHè NON HA FATTO IL MINIMO OSTRUZIONISMO ALLA SUA APPROVAZIONE ....QUINDI PER QUESTO PENSO DI NON POTER PIù SOSTENERLO E QUINDI DI LASCIARE LA TESSERA (COME CREDO FARANNO DIVERSI)perchè il malcontento è grande .Poteva anche essere una situazione d'emergenza per il paese e quindi di responsabilità ma se in questa manovra non veniva inserito che finalmente pagassero chi non ha mai pagato e non solo i dipendenti e i paensionati il PD doveva ostacolarla in tutte le maniere a meno che non passasse l'idea che ognuno paghi in base ai propri guadagni ...così non è stato fatto anche dopo un vento di cambiamento che è soffiato nel paese e che il PD non ha recepito gettando al vento un'altra occasione di crescita forse l'ultima....per questo penso proprio di lasciare la tessera.

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