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Il Partito Democratico e i precari della scuola

di Giovanni Bachelet, Presidente Forum Nazionale Politiche dell'Istruzione PD e deputato

di Giovanni Bachelet,  ,  pubblicato il 6 giugno 2011 , 577 letture
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Prima delle elezioni il Governo ha annunciato nel “decreto sviluppo” un piano di assorbimento in ruolo del personale precario che da anni la scuola sfrutta (insegnanti e amministrativi, tecnici e ausiliari) senza mai dar loro un posto fisso. Sembrava una buona notizia: la ripresa del piano Fioroni, la finanziaria del centrosinistra che sistemava in tre anni centocinquantamila precari ereditati dalla Moratti e riprendeva un razionale reclutamento, per il bene della qualità e stabilità della scuola. Nel 2008 la Gelmini aveva bloccato quel piano, gettando nella disperazione i precari in via di stabilizzazione, la scuola nella giungla di graduatorie e ricorsi, gli alunni nel tourbillon dei supplenti. Dopo tre anni, pentita del caos, la Gelmini rimette in piedi il piano Fioroni? La lettura del provvedimento, all’esame alla Camera, lo smentisce: tutte chiacchiere, niente numeri. Berlusconi ha dichiarato prima delle elezioni che “Tremonti non vuole numeri, ma le assunzioni della scuola saranno migliaia”. Pittoni (senatore della Lega) continua ad attribuire al Presidente Napolitano o al PD la colpa delle mancate immissioni in ruolo, come se il problema principale fosse l’ordine di immissione (ormai inesorabilmente stabilito dalla Corte Costituzionale) e non il numero totale di posti. Qualche commentatore continua ad avvalorare questa favola, insieme a quella di un PD diviso sull’argomento. Tutti dimenticano che la Gelmini per prima non ha dato alcun peso alle proposte di Pittoni: fra il 12 e il 26 maggio ha prodotto un discreto numero di decreti e circolari ministeriali, ma, benché la materia delle graduatorie sia ormai delegificata e due di questi decreti parlino appunto delle graduatorie, non vi si trova alcuna traccia del bonus sul quale Pittoni continua a millantare l’appoggio del Ministro e del PD. Gli elettori del nord non hanno creduto a queste favole, né al gioco delle tre carte relativo a non meglio precisate quote retrodatabili: hanno consistentemente punito Lega e PDL e premiato il PD. Nel frattempo è scaduto il termine del 1mo giugno e le graduatorie sono già in via di aggiornamento secondo quanto scritto nei suddeti decreti ministeriali, e quindi NON secondo quanto dice Pittoni. Quando e come potrà essere applicato il suo bonus? Fra tre anni, in occasione del prossimo aggiornamento? Quanto poi a divisioni e/o possibili accordi Lega-PD su questo punto è utile sapere che Manuela Ghizzoni, in vista della discussione del decreto sviluppo alla Camera, aveva convocato dopo il primo turno una riunione aperta a tutti i deputati PD interessati ai precari della scuola. Questa riunione ha confermato che alla Camera la linea del PD e della sua capogruppo gode non solo di consenso unanime in VII commissione, ma anche, con rare eccezioni, del consenso dei deputati PD di altre commissioni intervenuti alla riunione. Inoltre: la settimana scorsa, in VII commissione della Camera, i sindacati e le associazioni della scuola hanno in audizione reclamato che nel decreto venga menzionata la copertura almeno dei posti vacanti e disponibili. E che vi appaiano norme chiare, che non si prestino a un’ulteriore valanga di ricorsi. Se queste correzioni non ci saranno, accadrà purtroppo che, come negli ultimi tre anni, solo una infima quota di precari avrà la fortuna di essere stabilizzata e la maggioranza dei precari, in qualunque regione risiedano, resterà comunque fuori. Non basta, Schiacciata sotto il peso di questa emergenza, la scuola si vedrà negata ogni prospettiva di pianificazione, di razionale reclutamento, di autentica riforma. In conclusione, le gravi preoccupazioni che i deputati di un grande partito come il PD legittimamente hanno rappresentato in relazione al proprio territorio hanno arricchito ma non messo in discussione la sostanza della linea politica comune, se non nelle speranze di qualche isolato politico leghista e di qualche isolato commentatore.

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