Con l’entrata in vigore del decreto ministeriale del 4 giugno
2010 che disciplina le modalità di svolgimento del test di conoscenza della
lingua italiana, viene imposto di fatto l’apprendimento della lingua italiana
senza predisporre nessun fondo e nessun servizio pubblico specifico.
Di
contro è prevista l’espulsione a partire dall’anno prossimo per chi non
superasse un esame d’italiano al terzo anno di residenza.
Un
provvedimento a nostro avviso gravemente discriminatorio a cui vogliamo
contrapporre forti
iniziative politiche e pubbliche di denuncia e di proposte
a partire dalla Proposta di Legge presentata alla Camera e dalla campagna di
denuncia e sensibilizzazione nazionale lanciata dal PD.
LA NOSTRA
PROPOSTA
PERMESSO DI SOGGIORNO:
Frequentando gli appositi
corsi, qualora il cittadino straniero acquisisca una conoscenza della lingua e
della cultura italiana certificata a livello A2 entro 3 anni dal suo ingresso in
Italia, può ottenere come incentivo l'abbreviazione dei tempi per il rilascio
del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo anticipandolo a 3
anni rispetto ai 5 previsti.
PERMESSI ORARI DAL LAVORO:
Al
momento della stipula del contratto di soggiorno per motivi di lavoro, il datore
di lavoro deve riconoscere fino a 3 ore settimanali per la partecipazione ai
corsi di apprendimento della lingua italiana.
CORSI NEI PAESI DI
PROVENIENZA:
Organizzazione di corsi di lingua e cultura italiana nei
paese da cui provengono gli stranieri
SESSIONI GRATUITE DI FORMAZIONE
CIVICA:
Attraverso l'aiuto ed il contributo dei mediatori culturali,
organizzazione di sessioni gratuite di formazione civica e di informazione sulla
vita civile in Italia.
FINANZIAMENTO DEI CORSI:
Stanziamento di
30 milioni annui nell'apposito Fondo Nazionale per l'inserimento e
l'integrazione dei migranti, finanziato con modalità innovative attraverso
risorse pubbliche con il concorso di quelle private.